Archive for the ‘ Salute ’ Category

NUOVA COLLABORAZIONE CON AGEMONY

Con questo primo video inizia la collaborazione con Agemony il Personal Trainer Roberto Vecchi, Campione Italiano IFBB Men’s Physique over 40, Diplomato AFFWA Personal Trainer, Educatore Alimentare, Istruttore di Fitness Metabolico, Antiageing Advisor, Dieta Com Advisor, Istruttore di Allenamento Funzionale, Acquafitness, Idrobike, Water Trekking ed esecutore BLS-D. Autore della rubrica “Personal Training Antiageing”, ove si occupa di aumento della performance psico-fisica e training antiageing, ci illustra come attraverso un corretto stile di vita, una sana alimentazione ed una misurata attività fisica, seguiti senza estremismi e con energia e motivazione da un’attenta guida, si può preservare il nostro fisico negli anni mantenendolo funzionale ed efficiente.

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GTC™ Green Training Camp

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Forza, Flessibilità e resistenza in un unico allenamento all’aperto.
Un allenamento adatto a tutti e per qualsiasi livello di preparazione.
Camminata, corsa, functional training, street workout e yoga.
Utile anche come palestra propedeutica per Spartan Race e Ocr !!

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EFFETTI DELLA SOIA SULLA STEROIDOGENESI MASCHILE E FEMMINILE

Soy milk and beans

La soia è da sempre utilizzata per le sue proprietà nutraceutiche e per i suoi benefici riguardanti la salute dell’uomo. Le numerose azione di questo particolare legume sono ascritte ad una classe di composti nota come isoflavoni. Queste molecole rappresentano un’importante classe di fitoestrogeni (composti fenolici derivanti da piante che presentano un’azione agonista, parzialmente agonista o antagonista verso i recettori estrogenici e ne influenzano la sintesi endogena, l’azione e il metabolismo) e includono: genisteina, daidzeina, glicisteina e formononectina. Tra questi vi è l’equolo, un metabolita estrogeno-non steroideo della daidzeina che viene prodotto naturalmente dalla flora batterica intestinale da circa il 60% degli individui che consumano soia. Il mercato dell’integrazione attribuisce all’equolo numerose azioni protettive, così come per gli isoflavoni in generale, verso il cancro alla prostata, le vampate in menopausa, l’osteoporosi, le malattie cardiache e neurologiche. Tuttavia l’equolo presenta un’importante attività modulatrice verso il follicolo ovarico andando a legarsi con i numerosi recettori per gli estrogeni (alfa e beta). L’azione sul follicolo porta a disfunzioni nella funzionalità ovarica, riducendo la fertilità, inibendo la sintesi di estradiolo portando l’ovaio ad un prematuro esaurimento ovarico. La riduzione dei livelli di estradiolo comporta una ridotta fertilità, depressione, perdita di densità ossea, menopausa precoce, malattie cardiache. Uno studio del 2016 (Equol inhibits growth, induces stresia, and inhibits steroidogenesi of mouse antral follicles in vitro. Mahalingam et al.) focalizza l’attenzione sull’azione diretta dell’equolo su cellule di follicolo antrale. I risultati hanno mostrato come una concentrazione di equolo a 100microM esplichi la sua azione tossica al massimo livello dopo 96 ore di coltura. L’equolo porta ad una grave deregolazione della steroidogenesi follicolare con conseguente riduzione dei livelli di estradiolo, testosterone, androstenendione e progesterone. Gli autori convengono che la costante esposizione ad isoflavoni derivanti dalla soia (specialmente in chi segue diete vegane o vegetariane strette) possa portare a gravi squilibri della steroidogenesi. Per quanto riguarda gli effetti degli isoflavoni della soia sull’uomo, è noto che soggetti che fanno largo uso di prodotti a base di soia presentino livelli di testosterone inferiori alla media con una marcata riduzione della spermatogenesi (Messina M. A brief historical overview of the past two decades of soy and isoflavone research. J Nutr 2010). Uno studio del 2011 (Hypogonadism and erectile dysfunction associated with soy product Consumption; Siepmann et al 2011) ha mostrato come sia la daidzeina che la genisteina riducano la produzione di androgeni, soprattutto il testosterone. Inoltre si è visto come vi sia un incremento della produzione di DHEA con riduzione di tutti gli altri ormoni coinvolti nella steoridogenesi (androstenendione, testosterone, estradiolo) ciò rispecchia una inibizione dell’attività dell’enzima 3-Beta-HSD che converte il DHEA in Androstenendione, ma su questo punto i ricercatori non sono ancora certi. Un’altra possibile azione degli isoflavoni della soia sul testosterone si ha nell’aumento delle SHBG con conseguente riduzione della frazione libera del testosterone e diminuzione dell’azione di questo ormone. Inoltre oltre alla riduzione del Free Testosterone vi è anche una riduzione della concentrazione plasmatica di LH, ciò comporta una perturbazione nella regolazione centrale della produzione dell’ormone. In conclusione si può affermare che l’utilizzo costante e non necessariamente smodato di soia e prodotti derivati porta inevitabilmente a delle perturbazioni per quanto riguarda la steroidogenesi sia maschile che femminile.

Massimo Spattini

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ALLENAMENTO AL FEMMINILE

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NUOVA COLLABORAZIONE CON IL DOTT. FABIO TONDELLI

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Fabio Tondelli è nato a Carpi il 17/02/1987; dopo essersi laureato con lode all’Università di Modena e Reggio Emilia in FISIOTERAPIA nel 2010, ha subito iniziato a lavorare in un centro di fisioterapia di Carpi dove ha continuato fino alla fine del 2014. Nel 2011 è stato fisioterapista della primavera del Sassuolo calcio. Nel 2015 ha iniziato a lavorare in libera professione a tempo pieno e nel 2016 ha aperto lo studio FISIOlife a Carpi in viale De Amicis 65. Dal 2017 collabora con la clinica Scacchetti di Carpi e con altri professionisti.
Dopo la laurea ha svolto numerosi corsi di formazione, tra i quali: kinesiology taping, terapia manuale osteopatica, riabilitazione posturale con metodo Mézières e linfodrenaggio manuale metodo Vodder. Attualmente è in procinto di iniziare un corso sull’ecografia muscolo-scheletrica.

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IL BENESSERE È DENTRO DI NOI

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http://roberto-vecchi.com/wp-admin/edit.php?post_type=page

Lo scorso 25 e 26 novembre presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, alla facoltà di medicina e chirurgia, si è svolto il Convegno del DECENNALE del corso di studio di Igiene Dentale. All’interno del Convegno, Roberto Vecchi, affermato e conosciuto personal trainer della realtà Modenese, ha parlato di benessere e di 8 regole per una sana alimentazione.

IL BENESSERE è DENTRO DI NOI

Dopo una breve introduzione al tema del Prof. Andrea Forabosco, in una aula di giovani studenti e Medici del settore dentale, Roberto Vecchi ha spiegato quanto siano in relazione “Corpo e mente” e quale importanza abbia il cibo che portiamo alla bocca riguardo al nostro benessere dal punto di vista psicofisico.

Si è soffermato poi sul concetto di “Benessere” dicendo che questi va visto pensando al contesto di vita reale ivi compreso il terreno emotivo in cui viene percepito e trasformato in azioni concrete.
Qualora queste non vengano realizzate, il benessere resta spesso un puro esercizio teorico.
Si tratta di porre in essere e sviluppare piccole azioni quotidiane che ripetute nel tempo si vadano a sommare con le nostre abitudini positive. Perché ciò avvenga – ha spiegato Roberto Vecchi nel suo intervento – è necessario lavorare su un processo di sensibilizzazione di ciò che realmente produce benessere. Un processo nel tempo che ci aiuti a distinguere e sostituire le abitudini negative con piccole azioni quotidiane positive.

Occuparsi della propria salute vuole dire in realtà imparare ad occuparsi di sé vuole dire realizzare un progetto di vita attraverso un percorso di crescita personale, fatto di piccole gratificazioni e amore per la vita, afferma Roberto Vecchi condividendo il suo personale significato esteso di benessere.
La salute non è questione di una mela in più o in meno, ma di come gestiamo la nostra esistenza nel suo complesso.
La strada verso il benessere e la felicità è un percorso a tappe spesso pieno di ostacoli che porta alla ricerca di una comprensione più profonda del proprio corpo e della nostra mente.

Con orgoglio e visibile emozione Roberto Vecchi ha di seguito mostrato alcune foto di “Erika” quale esempio di uno fra i tanti risultati ottenuti rispettando la continuità e la qualitá del lavoro svolto sia fisico che mentale.

Parlando di alimentazione, Roberto ha rivelato ai presenti le 8 regole per una vita sana oltreché rammentare che la prima buona regola e senza dubbio dare importanza e mostrare maggiore attenzione a ciò che portiamo alla bocca.

LE REGOLE PER UNA SANA ALIMENTAZIONE :

1- Una buona colazione

2- Controllo della glicemia tramite l’indice glicemico e il carico glicemico

3- Un’ adeguata quantità di proteine ad ogni pasto

4- Un’adeguata quantità di grassi ad ogni pasto

5- Un’elevata quantità di cibi integrali ricchi di fibre e di frutta e verdura

6- Il corretto rapporto tra sodio e potassio

7- L’eliminazione dei cibi spazzatura definiti anche “junk food”

8- Moderare il consumo di alcool

L’intervento non si è limitato al mero elenco di queste regole, è stato anzi approfondito con specificità in ogni punto e i cibi consigliati, tra colazioni, pasti e cibi spazzatura sono stati seguiti da illustrazioni grafiche di slide e foto.

Roberto Vecchi conclude il suo intervento con un messaggio personale ai presenti.
Lavorare sul benessere oggi significa subire di meno l’effetto del tempo sul nostro viso e
sul nostro corpo domani.

Noi vorremmo tutto subito senza sforzo, senza fatica e per assurdo vorremmo il benessere in pillole, ma questa non esiste. Dobbiamo prenderci cura di noi!!
Prenderci cura di noi significa crearci abitudini positive per subire il meno possibile l’effetto del tempo scegliendo bene il cibo con cui nutrirci e facendo un po’ di movimento fisico ogni giorno.

La strada verso il benessere e la felicità è un progetto di vita, un percorso a tappe spesso pieno di ostacoli che porta alla ricerca di una comprensione più profonda del proprio corpo e della mente. Curare il corpo può essere il primo passo verso un progetto di benessere che coinvolge anche la nostra famiglia, non solo per noi, anche le persone che ci sono vicine.

La relazione di Roberto Vecchi si è rivelata esaustiva e all’altezza delle aspettative dei partecipanti, i quali hanno mostrato gradimento e soddisfazione per tutta la durata dell’intervento.

Claudio Cattani

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CIRCUIT TRAINING

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Hai poco tempo ma vuoi comunque ottenere buoni risultati ? Un circuit training è proprio quello che ci vuole !! Brava Bianca !
▪️Treadmill 10″
▪️Bulgarian squat – 15 rep. X gamba
▪️Step up con medball – 15 rep. X gamba
▪️Starter 60′
▪️Pulley trx – 15 rep.
▪️Rec 120′
▪️x 5 volte

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HOME WORKOUT !!

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GABRIEL GARKO

Ciao amici !
Oggi inizia un’importante collaborazione con uno degli attori più noti del panorama italiano. Gabriel Garko

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ALLENAMENTO IN ALTITUDINE PER RIDURRE IL COLESTEROLO LDL

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La pratica regolare dell’esercizio fisico riduce la mortalità per malattie cardiovascolari in funzione del tipo, della frequenza, della durata e dell’intensità dell’attività fisica, ed è ragionevole supporre che anche le condizioni ambientali nelle quali essa si svolge abitualmente possano avere un ruolo significativo.
Allenamento in altitudine in popolazioni esposte cronicamente all’ipossia da alta quota, sono stati riportati una ridotta concentrazione ematica di colesterolo totale e LDL, una minore prevalenza di cardiopatia ischemica, ipertensione arteriosa e accidenti cerebrovascolari, con conseguente riduzione del tasso di mortalità per malattie cardiovascolari. Una riduzione del colesterolo totale e LDL, dei trigliceridi e della pressione arteriosa, sono stati riportati anche in seguito ad un’esposizione acuta all’ipossia in soggetti che normalmente vivono a livello del mare.
Volendo sintetizzare questi concetti, potremo dire che l’ipossia, comunque indotta, è un efficace stimolo eritropoietico (formazione di globuli rossi), sebbene la risposta individuale appaia variabile. Gli adattamenti ematologici, muscolari e respiratori che conseguono a tale stimolo permettono all’atleta di incrementare la propria capacità di trasportare ossigeno ed utilizzarlo in periferia. Beneficiario ideale dì queste pratiche è l’atleta di resistenza, nel quale all’aumento della potenza aerobica segue il miglioramento della prestazione di gara. L’attività fisica in quota sembrerebbe in grado di ridurre ulteriormente, rispetto al solo esercizio fisico, il rischio di malattie cardiovascolari (ma questi dati, estremamente favorevoli ai montanari e al turismo in montagna e sfavorevoli a noi poveri marinai, debbono essere confermati).

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